Parco Gaia, da centro di recupero uccelli rapaci a... parcheggio?
Parco Gaia, nella frazione casertana di San Clemente, era fino a pochi mesi fa l'unico centro campano abilitato per il recupero di uccelli selvatici feriti o vittime di bracconaggio, ora è uno spazio chiuso e incolto di cui non si conosce la destinazione d'uso. Se precedentemente interpellati gli uffici tecnici del Comune di Caserta - proprietario dell'area - avevano risposto che nel giro di pochi giorni si sarebbe rinnovato il comodato d'uso all'associazione ambientalista, a distanza di mesi nulla s'è mosso. Preoccupata anche la Forestale che sta vagliando ipotesi di intervento soprattutto a partire dal mese di settembre quando si riaprirà la stagione di caccia. Ogni anno infatti il centro accoglieva circa 300 animali, provenienti da tutta la Campania, tra i quali anche alcuni delle specie a rischio estinzione o delle specie protette di interesse conservazionistico: gheppi, poiane, o specie più rare come i falchi di palude, o il biancone che nel 2006 suscitò l'interesse delle televisioni nazionali. «Molto probabilmente saremo costretti a portare gli animali fuori regione», ha dichiarato il colonnello Costa alla notizia della chiusura del centro di Caserta, mentre dalla direzione nazionale della Lipu il referente Fabio Procaccini aggiunge: «Il Comune di Caserta potrebbe essere da esempio su tutto il territorio regionale fornendo l'utilizzo del Parco,
inserendosi così in un percorso virtuoso che sarebbe certamente ben visto. Purtroppo però non abbiamo notizie. Perlomeno ci rispondano e ci dicano cosa hanno intenzione di fare». L'assessore al Patrimonio del Comune di Caserta Enzo Battarra ha posto la questione sulla scrivania degli uffici tecnici con l'obiettivo di trovare una soluzione che possa mettere d'accordo le richieste dell'associazione ambientalista con le istanze della parrocchia di San Clemente di don Claudio Adimari che sarebbe interessata ad ottenere l'utilizzo di quello spazio attiguo ad una chiesetta di epoca medievale. Se l'associazione chiede il rispetto di un'intesa firmata con l'attuale Sindaco durante il periodo elettorale in cui si sanciva l'impegno a rilasciare il comodato d'uso una volta eletti, e la parrocchia rivuole uno spazio che considera suo in virtù della chiesetta confinante col giardino della Lipu, su entrambe le istanze incombe l'ipotesi di un parcheggio che potrebbe essere costruito al posto dello spazio verde. Un'indiscrezione questa che accontenterebbe nessuna delle richieste proveniente dalla popolazione.
(pubblicato su: Il Mattino del 25/07/08)
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