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La Campania è stata fatta oggetto per troppi anni di una pratica che chiamare sfruttamento è poco, e non rende l'idea di cosa sia successo.
Si può parlare di sfruttamento di un territorio quando questo viene caricato oltre ciò che la natura consentirebbe in materia di piantagioni, di raccolti agricoli, o ancora di insediamenti di tipo industriale, o di realizzazioni urbane, di autostrade e infrastrutture non ritenute idonee o conciliabili con determinate parti del terrirorio. Ma qui siamo di fronte ad altro. Qui siamo di fronte ad una violenza, paragonabile ad uno stupro che il territorio campano ha subito per anni.
Quello che dice queto gentile lettore è vero. Non si può nascondere il fatto che vi siano stati nel corso degli anni agricoltori, contadini, o proprietari di terra, che hanno ceduto le loro miniere di fertilità per gettarvi dentro veleno, putrido mortale veleno.
Dire se anche alcuni degli allevatori di bufale siano tra questi è difficile.
Quello cui assistiamo, anche dalla testimonianza di questo video, è una guerra civile chimico batteriologica che colpisce ampi strati della popolazione. Le armi di distruzione di massa ci sono. Spesso sono fuoriuscite da quelle fabbriche del nord dove ogni tanto uno o più operai muoiono per micidiali esalazioni, e sono stati poi fatti mangiare da una terra che era nata benedetta per gli uomini grazie al regalo delle fonti vulcaniche che l'avevano resa la più meravigliosa tra le terre.
Le colpe sono fantasmi difficili da cogliere molto spesso, ma ciò che è peggio è che altre volte i nomi, i cognomi, le cariche che ricoprono e gli indirizzi delle loro abitazioni sono chiari e precisi, ma che lo stesso questi restano impuniti. E' questo quello che ci fa più paura. Che tutto ciò possa continuare, senza che nessuno intervenga a fermarlo.
giulio finotti