«Oro, vince il commercio illegale»
Commercio illegale di oro, gioielli e preziosi. Decine di dettaglianti orafi di Caserta e provincia si sono ritrovati ieri presso la Camera di Commercio di Caserta per denunciare e discutere di possibili soluzioni al fenomeno della vendita illegale di oggetti preziosi. Un fenomeno che gli operatori del settore non possono più ignorare, viste le pesanti ricadute che ha sul mercato legale e quindi sulle entrate dei singoli esercizi commerciali. «Vengono da tutte le regioni vicine» ha detto Marco Cantarella, direttore della Federazione Orafi della Campania per dare un'idea dell'entità del traffico di cui si sta parlando. Da un lato vi sono soggetti totalmente abusivi che operano in case private, e dall'altro grossisti e fabbricanti che vendono al dettaglio, commettendo così un illecito fiscale. «È una cosa che succede soprattutto al Tarì» ha detto Cantarella, che ha reso noto come sia stato chiesto proprio al centro orafo in questione di sottoscrivere un protocollo d'intesa che prevede tra l'altro un maggior controllo al suo interno. «Un regolamento di autodisciplina» ha spiegato il direttore della Federazione che ha poi precisato «Questa non è una riunione contro il Tarì, che tra l'altro già sta prendendo provvedimenti». La riunione dei dettaglianti orafi è comunque infuocata, e i singoli negozianti puntano il dito proprio contro il centro orafo di Marcianise: «Vogliamo che una pattuglia della Guardia di Finanza sia sempre presente all'interno del Tarì», «Deve intervenire il Questore», «Tutti devono essere coinvolti, a cominciare dalla vigili urbani». Queste alcune delle voci che si sono levate dalla platea. «Abbiamo richiamato l'attenzione sugli aspetti fiscali, ma è chiaro che scendendo a piramide si può andare a fondo su altri aspetti» ha detto il presidente campano della Federazione Orafi, Giovan Giuseppe Lanfreschi, che ha parlato anche di dubbia qualità e provenienza delle merci preziose vendute al di fuori del mercato legale. «In Italia abbiamo regole di certificazione del prodotto molto rigide ed efficaci, che sono prese ad esempio anche da altri paesi, ed il livello di tassazione sull'oro più elevato d'Europa. Bisogna tener conto che le aziende del comparto sono perlopiù aziende di tipo familiare, che rischiano in proprio, la salute, a volte la vita, capitali enormi, e forti tassazioni sui magazzini, mentre un grossista non ha tutti gli obblighi che ha il negozio al dettaglio». Presente alla riunione anche il presidente nazionale della Federazione dettaglianti orafi.
pubblicato su Il Mattino del 17/11/09
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